LE TAPPE 2024

I° TAPPA: FRATTAMAGGIORE (NA) - TERZIGNO (NA)

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Frattamaggiore
Frattamaggiore (Na)
Terzigno
Terzigno (Na)

PARTENZA:
Il nome della città trae origine da Fratta, di provenienza monastica benedettina, ad indicare nell’Alto Medioevo un territorio di sterpaglie (fracta in latino), che i monaci ricevevano come dono signorile. Il primo documento in cui viene citata Frattamaggiore (l’antica frazione di Atella) risale al 923 ed apparteneva al cartario del monastero napoletano di San Sebastiano, segnalato poi da Lorenzo Giustiniani nel Dizionario del Regno di Napoli (1797). Frattamaggiore è ricca di importanti edificazioni religiose, tra le quali spiccano la basilica di San Sossio Levita e Martire, la chiesa di Santa Maria delle Grazie e Purgatorio e la chiesetta di San Giovanni Battista. Tra le architetture civili di interesse storico, vanno segnalati palazzo Niglio-Iadicicco, palazzo Lupoli e palazzo Pezzullo. Nel 2008 Frattamaggiore è stato nominata città d’arte: un riconoscimento acquisto grazie alla presenza di sette monumenti di interesse (il centro storico; le chiese di Sant’Antonio, Santa Maria delle Grazie, San Rocco; il santuario dell’Immacolata Concezione; la basilica di San Sossio e la Torre civica).
ARRIVO:
Il comune di Terzigno è sorto nel 1913. Grazie al ritrovamento di reperti archeologici, si è scoperto che l’area era abitata già in epoca romana. Gli aristocratici di Pompei, infatti, amavano godere dei panorami mozzafiato che si scorgevano da questi parti e che permettevano una visuale straordinaria del Vesuvio e del Golfo di Napoli. Tra i monumenti più importanti si segnalano la chiesa dell’Immacolata Concezione, palazzo Menichini, villa Bifulco e le ville romane di Cava Ranieri. Di notevole importanza il museo archeologico e il museo Emblema. Una parte del comune rientra nel parco nazionale del Vesuvio, area protetta istituita il 5 giugno del 1995 per il grande interesse geologico, biologico e storico del territorio che abbraccia. Il Vesuvio è l’unico vulcano attivo dell’Europa continentale: l’attuale forma è il risultato dell’evoluzione che ha subito negli ultimi 25.000 anni dalle eruzioni, esplosive ed effusive, che l’hanno riguardato. Nel parco sono presenti ben 612 specie appartenenti al mondo vegetale e 227 appartenenti al mondo animale.

II° TAPPA: MONTEFALCIONE (AV) - TORRE DEL GRECO (NA)

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Montefalcione (Av)
Torre del Greco
Torre del Greco (Na)

PARTENZA:
Montefalcione si trova a 561 metri sopra il livello del mare. Negli scritti risalenti ai Longobardi, era denominata Montefalsone Oppidum, diventato Montefalzone con i Normanni e Montefaucione sotto gli Angioini. Stando a documenti e testimonianze, si è arrivati a dire che la sua origine risale a molti secoli prima dell’Era Cristiana, tanto che sono stati ritrovati attestati che segnalano il succedersi delle dominazioni di Etruschi, Sanniti e Romani. Montefalcione è noto anche per essere stato teatro, nei primi anni dell’Unità d’Italia, di una rivolta antigovernativa e della drammatica repressione condotta dal regio esercito italiano sulla popolazione rivoltosa. Da segnalare il santuario di Sant’Antonio di Padova (la chiesa madre dove si concentrano i festeggiamenti della festa patronale), che fu danneggiata dal terremoto del 1980 e fu poi negli anni completamente restaurata. Inoltre, noti sono i festeggiamenti per San Feliciano Martire, santo a cui gli abitanti sono molto legati.
ARRIVO:
È per numero di abitanti, la quarta città della Campania con oltre 80mila abitanti. Inserita nel parco nazionale del Vesuvio, è stretta tra il vulcano e il golfo di Napoli, aprendosi a vedute straordinarie che abbracciano anche la penisola sorrentina e le isole di Capri, Ischia e Procida. In epoca romana qui sono sorte numerose ville che godevano di una posizione privilegiata: tra queste Villa Sora, parzialmente distrutta dall’eruzione del 79 d.C. ma oggi in parte recuperata. L’economia cittadina è stata sempre legata al mare: tanti sono ancora oggi i marittimi di Torre del Greco. Ma la città è nota nel mondo per la lavorazione del corallo e del cammeo, lavorazione candidata al titolo di patrimonio immateriale dell’Unesco. Torre del Greco è sede della Banca di Credito Popolare ed ha importanti tradizioni culinarie, che l’hanno resa nel tempo un punto di riferimento per vip e buongustai. Da segnalare la basilica di Santa Croce, dove parte e arriva la sentita e partecipata processione del carro dell’Immacolata (8 dicembre) e dove si trovano i resti del santo cittadino, don Vincenzo Romano.

III° TAPPA: Barletta (BT) - Barletta (BT)

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Barletta
Barletta (Bt)

PARTENZA - ARRIVO:
Capoluogo di provincia - insieme ad Andria e Trani - dal 2004, la città domina la Valle dell’Ofanto e si estende per 14.691 ettari, con circa 13,5 km di costa. Le prime testimonianze risalgono al IV secolo a.C., citata come Bardulos nella Tavola Peutingeriana. La città ebbe la sua massima fioritura nel Basso Medioevo, come fortezza dei Normanni, diventando una delle mete più importanti per i crociati e per il traffico commerciale verso la Terra Santa. Nella seconda guerra italiana fu teatro della celebre Disfida di Barletta, con lo scontro tra cavalieri italiani e francesi. Noto è il Duomo, situato nei pressi del castello: presenta una parte sotterranea e una posta a livello stradale, risultato di stratificazioni millenarie. Da visitare anche la chiesa di San Ruggero e la basilica del Santo Sepolcro, come palazzo della Marra e palazzo Santacroce. Porta Marina invece costituisce l’unico esempio delle antiche porte che cingevano la città.
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IV° TAPPA: CASTELNUOVO DELLA DAUNIA (FG) - CASTELNUOVO DELLA DAUNIA (FG)

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Castelnuovo della Daunia
Castelnuovo della Daunia (Fg)

PARTENZA - ARRIVO:
In provincia di Foggia, deve il suo nome a Castrum Sclavorum, o Castelluccio de’ Sclavis, in quanto fondato dagli Schiavoni, popolazione slava che approdarono sulle coste pugliesi in tre diverse ondate. È stato da sempre sede di Mandamento: vi operavano il Regio Giudice ed erano attive la Mastrodattia (ufficio notarile) e la Bagliva (che si occupava delle cause minori). La chiesa matrice è intitolata a Maria SS. Della Murgia, protettrice di Castelnuovo della Daunia. La costruzione ebbe inizio nel 1199 e la struttura della chiesa ha registrato profonde trasformazioni nel corso del tempo, ingrandendosi in maniera parallela con il crescere del contesto abitativo. Da segnalare anche la chiesa e il convento di Santa Maria Maddalena e la chiesa della Madonna Incoronata, erette rispettivamente nel 1579 e nel 1703. ...

V° TAPPA: FOGGIA (FG) - MOTTA MONTECORVINO (FG)

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Foggia
Foggia (Fg)
Motta Montecorvino
Motta Montecorvino (Fg)

PARTENZA:
È con quasi 150mila abitanti, la città con il maggior numero di residenti ad ospitare una frazione del Giro. È situata al centro del Tavoliere ed è sede, tra l’altro, della Fiera internazionale dell’agricoltura e della zootecnia. In agro di Foggia si trova il più grande sito archeologico del Neolitico e tra i più datati (tra il VI ed il IV secolo a.C.) di tutta Europa. Sono invece risalenti al II a.C. i siti archeologici di Arpi (il più importante centro dell’antica Daunia), gli ipogei della Medusa e dei Cavalieri e le necropoli in località Arpinova. Significative sono anche le opere risalenti al periodo federiciano (XIII secolo), quando Federico II fece costruire un imponente Palatium che divenne poi una delle sue dimore preferite. Di straordinario splendore è inoltre la Cattedrale, eretta nel XII secolo e più volte modificata. Degno di menzione fra le architetture civili, il palazzo Dogana, sede nel XV secolo della Regia Dogana della Mena delle pecore, punto nevralgico per lo scambio delle merci per l’Italia meridionale.
ARRIVO:
Situato sui monti della Daunia, sulla sommità di una collina posta a 662 metri sopra il livello del mare, è posta di fronte al monte Sambuco. È sorta dalle ceneri di Montecorvino, caduta in rovina nel XIV secolo e abbandonata nel 1375. Il centro storico ha conservato una parte dell’aspetto medioevale: in particolare, la chiesa di San Giovanni Battista, risalente al XV secolo, è caratterizzata dal campanile in stile gotico del 1447, con ogni probabilità derivante dalla mutazione di una delle torri presenti nell’originaria cinta muraria. Grande fascino ha inoltre la quercia secolare di San Luca. A Motta Montecorvino si trova infine il centro trasmissione di Monte Sambuco, una delle più importanti postazioni per la trasmissione del segnale radiotelevisivo della Rai, tanto da essere protetto da presidi di tipo militare.

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